Anche se negli ultimi vent'anni sono aumentate notevolmente le trivelle petrolifere, la Basilicata rimane incontestabilmente una regione tra le più povere d'Italia, Sarà forse questa contraddizione, unita ad un paesaggio poco antropizzato e costituito da intatti e unici scenari paesaggistici a renderla un set cinematografico a cielo aperto. Definita "una regione ancora preservata, autentita e incontaminata" dal grande Francis Ford Coppola, la Basilicata di recente ha visto fiorire considerevolmente il numero di importanti produzioni nazionali e internazionali che l'hanno scelta come location per pellicole ambientate in atmosfere anche esotiche e molto originali. "Il fatto che la comunità sia sempre presente nella vita di tutti i giorni ci fa sentire sicuri. Non è qualcosa di fluido, di liquido. Non ci abbandona mai e non ci fa sentire soli. Ogni qualvolta che ne abbiamo bisogno, la comunità a cui apparteniamo è sempre lì ad aspettarci e questo ci dà conforto". (Zygmunt Bauman).
domenica 22 gennaio 2017
Il cinema in Basilicata
Anche se negli ultimi vent'anni sono aumentate notevolmente le trivelle petrolifere, la Basilicata rimane incontestabilmente una regione tra le più povere d'Italia, Sarà forse questa contraddizione, unita ad un paesaggio poco antropizzato e costituito da intatti e unici scenari paesaggistici a renderla un set cinematografico a cielo aperto. Definita "una regione ancora preservata, autentita e incontaminata" dal grande Francis Ford Coppola, la Basilicata di recente ha visto fiorire considerevolmente il numero di importanti produzioni nazionali e internazionali che l'hanno scelta come location per pellicole ambientate in atmosfere anche esotiche e molto originali. mercoledì 8 aprile 2015
Follie di massa
giovedì 2 ottobre 2014
Bauman vs Baricco, Società Liquida e Barbari.

In un presente già di suo corrotto e povero, dove l'autorità paterna e quella degli insegnanti, così come tutto il sistema scuola, sta perdendo ogni credibilità, dovremmo tornare indietro per riprendere il giusto binario dell'evoluzione, ritornare ognuno a riprendersi il proprio posto di paladino del buongusto e della propaganda della lettura, della cultura e dell'approfondimento. La società contemporanea ha in mano potenti strumenti che riescono ad avere il monopolio sulle decisioni di popoli interi, semplicemente basterebbe riflettere un po', fermarsi a pensare su come indirizzare il potere di tutto questo flusso illimitato di propaganda verso quei valori che si sono persi, perché la vera virtù dei forti non è la pazienza, ma la misura.
lunedì 7 gennaio 2013
2013, diamogli un senso
Ci sono molte cose nella vita cui traiamo piacere e godimento, il conoscere per me è una di queste, ovvero un'insieme di momenti dove la mente giova di nuovi dati e informazioni relegati tra essi da fili logici di connessione. Il conoscere dev'essere accudito, nutrito e non abbandonato a se stesso destinato ad aggirarsi tra gli oscuri meandri dell'indifferenza. In giro si sente molto spesso dire che anche le grandi case editrici fanno fatica a sopravvivere di pari passo con le librerie. Il destino di quest'ultime sembra la scomparsa visto con quanta giusta arroganza i libri elettronici si stanno diffondendo recriminando sempre più quote di mercato. Che siano elettronici o cartacei, i libri devono tornare a far parte della nostra quotidianità, ritornando presenti durante i periodi di festività dove corriamo a destra e manca per cercare regali che possano stupire i nostri cari.
Quanti di voi hanno regalato almeno un libro l'appena trascorso natale? Non si tratta di critica o lamentela, ma siamo ancora in tempo per rimediare.
Buon 2013.
martedì 18 ottobre 2011
La Scozia, vera patria nativa del calcio moderno

Tre secoli prima di quanto si è sempre pensato e sostenuto, sarebbe il vero periodo storico che sancisce la nascita del gioco del calcio, in Scozia. L'opinione che si è sempre avuta è che il football, perlomeno nella sua forma moderna, sia stato inventato nel diciannovesimo secolo in Inghilterra, considerata la patria di questo sport. Prima di quella data, si pensasse esistesse solo una versione "barbarica" del moderno calcio, dove squadre di centinaia di giocatori ciascuna lottassero per mettere mani e piedi, su una palla, in un campo lungo tre chilometri. Nuove ricerche storiche avrebbero scoperto che si giocava a pallone, in un modo già molto simile a quello contemporaneo, nella Scozia tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo dove famiglia reale scozzese, prima che il proprio paese fosse annesso all'Inghilterra, organizzava nei cortili dei propri castelli delle partite "in atmosfera civile", cioè senza che gli avversari facessero a botte. Come oggi, i giocatori potevano toccare la palla solo con i piedi e venivano elogiati per la loro "abilità" nel toccare il pallone, una sfera di pelle di vescica di porco. In particolare, Richard McBrearly, curatore dello Scottish Football Museum, ha rinvenuto riferimenti a una partita giocata in onore della regina Mary di Scozia al castello di Carlisle nel 1568: la gara durò due ore dicono le cronache del tempo, e venti giocatori si affrontarono, dieci per parte, usando soltanto i piedi. Nella camera da letto della medesima sovrana, del resto, già nel 1540 fu trovata una sfera di pelle che viene considerata il più antico pallone da calcio del mondo. Il curatore del medesimo museo ha anche trovato un manoscritto da cui risulta che l'11 aprile 1497 re Giacomo IV di Scozia pagò due scellini per acquistare un sacco di "fut ballis", come venivano chiamati, suggerendo che gli scozzesi possono legittimamente rivendicare la paternità del gioco oggi più popolare della terra.

