"Il fatto che la comunità sia sempre presente nella vita di tutti i giorni ci fa sentire sicuri. Non è qualcosa di fluido, di liquido. Non ci abbandona mai e non ci fa sentire soli. Ogni qualvolta che ne abbiamo bisogno, la comunità a cui apparteniamo è sempre lì ad aspettarci e questo ci dà conforto". (Zygmunt Bauman).

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venerdì 16 gennaio 2015

Scrittori italiani esordienti del 2015

Le classifiche parlano chiaro, gli scrittori sconosciuti fanno fatica a farsi conoscere e a vendere, eppure le case editrici italiane sono sempre alla ricerca dell'esordiente che possa far successo. Ecco qui sotto riportati alcuni tra i tanti debutti interessanti nella narrativa per il 2015 in aggiunta con alcuni semi-esordienti che si sono già affermati.

Marco Peano  - "Imparare a dire addio a ciò che amiamo" - Minimum Fax.
Stefano Pistolini  - "Gratitudine" - Elliott.
Enrico Ianniello  - "La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin" - Feltrinelli.
Claudia Zanella  - "Tu e nessun'altra" - Rizzoli.
Enrica Tesio - "La verità, vi spiego, sull'amore" Mondadori.
Ginevra Lamberti  - "La questione più che altro" - Nottetempo.
Alice Torriani  - "L'altra sete" - Fandango.
Giorgio Specioso  - "Dinosauri" - Baldini&Castoldi.
Giuseppe Elia Monni  - "Il corpo della città" - Mondadori.
Massimo Zamboni  - "L'eco di uno sparo" - Einaudi.
Nadia Terranova  - "Gli anni al contrario" - Einaudi.
Niccolò Zancan  - "Ti mando un bacio" - Sperling&Kupfer.
Lilith Di rosa  - "Russian roulette" - Bompiani.
Laura Bonaiuti  - "Se nessuno sa dove sei" - Piemme.
Enrica Belli  - "La giovane morte di Mario Pietrantoni" - Frassinelli.
Lorenzo Marone  - "La tentazione di essere felici" - Longanesi.
Michela Tilli  - "Ogni giorno come fossi bambina" - Garzanti.
Alice Ranucci  - "In silenzio nel tuo cuore" - Garzanti.
Francesco Paolo Maria Di Salvia  - "La circostanza" - Marsilio.
Antonio Menna  - "Il mistero dell'orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli" - Guanda.
Simonetta Tassinari  - "La casa di tutte le guerre" - Corbaccio.
Daniele Autieri  - "Finché non ci fottiamo il mondo" - Chiarelettere.
Silvia Zucca  - "Guida astrologica per cuori infranti" - Nord.
Silvana Gandolfi  - "I più deserti luoghi" - Ponte Alle Grazie.
Federico Maria Sardelli  - "L'affare Vivaldi" - Sellerio.


 

martedì 28 maggio 2013

NESSUNO LO FARÀ PER TE... Finalmente in libreria!

Cari Lettori,
Ci siamo già. Dopo mesi e mesi di stesura, seguiti da lunghi periodi di editing, revisioni, correzioni nonché di ripensamenti e piccole modifiche sui contenuti della fabula, il nuovo romanzo prende finalmente forma, pubblicato da un piccolo ma attento editore di Bologna "I libri di Emil", facente parte di un importante gruppo: "Odoya". 
Si tratta di un romanzo moderno, sentimentale e di formazione, che si rivolge ad un target piuttosto variegato toccando una fascia di età molto ampia. Scritto a capitoli alterni, i protagonisti raccontano a se stessi gli avvenimenti che si intrecciano creando una trama ironica e incalzante, dotata di una forte componente visuale dove a farla da padrone sono i background cittadini, tra cui Londra.  
Avvalendosi del canale di distrubuzione di Messaggerie, il libro è reperibile, previa ordinazione, su qualsiasi libreria di tutta Italia. Oppure online presso i maggiori rivenditori.
http://www.ilibridiemil.it/index.php?main_page=product_book_info&products_id=609

giovedì 19 aprile 2012

Flipback books: I libri letti al contrario.




Già da tempo nel Regno Unito si è assistiti all'introduzione di una nuova tipologia di libri: i flipback, ovvero i libri in "miniatura" dalle dimensioni di una vecchia cassetta, stampati su carta sottilissima (generalmente utilizzata per la stampa di Bibbie), dove il testo corre parallelo alla colonna vertebrale e le pagine dovranno essere quindi girate verso l'alto e non a sinistra come comunemente accade con i libri tradizionali. Dopo l'enorme successo avuto nei Paesi Bassi, dove i flipback sono stati creati, anche alcuni editori di Francia, Spagna e Regno Unito, stanno intensificando la pubblicazione di già affermati titoli in questo nuovo formato che combina la comodità di un piccolo libro facilmente trasportabile al piacere della carta stampata. E se anche l'introduzione di questi flipback non rappresenta una sorta di guerra ai libri elettronici, l'intento degli editori, a mio avviso, è quello di creare nostalgia al modello tradizionale di pubblicazione della carta stampata che ancora persiste forte e radicata in ognuno di noi.

mercoledì 11 gennaio 2012

Continuano le traduzioni

Con grande piacere ed emozione oggi è stata portata a termine la traduzione in tedesco del mio secondo romanzo: "Il romanzo dallo strano karma", grazie alla collaborazione di Maria Cristina Palmieri, Salvatore Rossi e Anne-Kristin Fischer. Il romanzo, dopo essere stato tradotto in francese dalla neo laureata Camille Ogier, e presentata come tesi d'esame all'universita di Avignone nel 2011, continua a riscuotere successo in ambito internazionale. Che dire, ringrazio di cuore tutti coloro che credono all'opera e hanno speso ore e ore seduti davanti lo schermo di un pc a leggere, trascrivere e tradurre un'opera abbastanza prolissa ma che a detta di chiunque l'abbia letto, molto accattivante e ricca di una minuziosa descrizione della relatà che ruota attorno ai personaggi.
L'obiettivo adesso, oltre quello di trovare nuovi e volenterosi traduttori internazionali, è quello di trovare seri e validi editori stranieri che decidono di investire su quest'opera... Aspettiamo...

martedì 18 ottobre 2011

La Scozia, vera patria nativa del calcio moderno


Tre secoli prima di quanto si è sempre pensato e sostenuto, sarebbe il vero periodo storico che sancisce la nascita del gioco del calcio, in Scozia. L'opinione che si è sempre avuta è che il football, perlomeno nella sua forma moderna, sia stato inventato nel diciannovesimo secolo in Inghilterra, considerata la patria di questo sport. Prima di quella data, si pensasse esistesse solo una versione "barbarica" del moderno calcio, dove squadre di centinaia di giocatori ciascuna lottassero per mettere mani e piedi, su una palla, in un campo lungo tre chilometri. Nuove ricerche storiche avrebbero scoperto che si giocava a pallone, in un modo già molto simile a quello contemporaneo, nella Scozia tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo dove famiglia reale scozzese, prima che il proprio paese fosse annesso all'Inghilterra, organizzava nei cortili dei propri castelli delle partite "in atmosfera civile", cioè senza che gli avversari facessero a botte. Come oggi, i giocatori potevano toccare la palla solo con i piedi e venivano elogiati per la loro "abilità" nel toccare il pallone, una sfera di pelle di vescica di porco. In particolare, Richard McBrearly, curatore dello Scottish Football Museum, ha rinvenuto riferimenti a una partita giocata in onore della regina Mary di Scozia al castello di Carlisle nel 1568: la gara durò due ore dicono le cronache del tempo, e venti giocatori si affrontarono, dieci per parte, usando soltanto i piedi. Nella camera da letto della medesima sovrana, del resto, già nel 1540 fu trovata una sfera di pelle che viene considerata il più antico pallone da calcio del mondo. Il curatore del medesimo museo ha anche trovato un manoscritto da cui risulta che l'11 aprile 1497 re Giacomo IV di Scozia pagò due scellini per acquistare un sacco di "fut ballis", come venivano chiamati, suggerendo che gli scozzesi possono legittimamente rivendicare la paternità del gioco oggi più popolare della terra.

giovedì 13 ottobre 2011

Gli 80 anni del Redentore di Rio de Janeiro

Compie ottant'anni, è in piena forma e la sua parabola è in ascesa continua. Il Cristo Redentore, la statua che dominaRio de Janeiro dai 710 metri del monte Corcovado, icona della metropoli carioca come e forse più dello stesso Pan di Zucchero, che guarda dall'alto in basso, e delle stesse spiagge universalmente note e ambite di Copacabana e Ipanema. Un'immagine che domina la città che lassù, sulla montagna del Corcovado, la vista sulla foresta e sul Pan di Zucchero è davvero da brivido, e non basta il tipico scenario di negozi turistici a scalfirne l'impatto emotivo..Nel suo eterno pellegrinaggio tra l'originario significato religioso e la sua immagine di simbolo turistico e persino di icona pop, il Redentore è stato promosso tra le nuove 7 meraviglie del mondo nel 2007, nonostante i giudizi della critica "dotta" siano spesso tutt'altro che lusinghieri.Popolare com'è, il Redentore ha attirato imitazioni e cloni. L'ultimo, eclatante, sovrasta Lima dal giugno scorso. Ma, come è facile immaginare, pochi, al di fuori del Perù.

mercoledì 14 settembre 2011

Italian cultural institute in London - Calendar of events


The Italian Cultural Institute (39, Belgrave Square - London) is the official Italian Government centre for the promotion of culture, offering a wide choice of Italian language classes on all levels, conducted by university-qualified teachers and native speakers.
Free membership of the Institute means free access for you and your guests to an exciting range of cultural activities including film, plays, concerts, book and poetry readings, and exhibitions. Members can also use the library, with more than 25,000 volumes, plus periodicals and a large reference section, with internet access as well. You can also borrow videos and DVDs.
For more information contact the "Istituto italiano di cultura" on 02078231887 or visit http://www.icilondon.info/

This is the Calendar of Events:

Art

Quayola: Strata Series 2007-2011

Tuesday, June 07, 2011 - Sunday, November 27, 2011

Quayola: Strata Series 2007-2011

The Roman artist Quayola is one of the most interesting figures in the Italian contemporary art scene and he is based in London.In the works exhibited at Strata Series 2007-2011, using digital instruments and computer programmes, the artist deconstructs

Art

SYNECDOCHE VEDUTE

Wednesday, September 07, 2011 - Friday, October 07, 2011

SYNECDOCHE VEDUTE

From 7 September 2011, the Italian Cultural Institute in London, in collaboration with the Collezione Maramotti, Reggio Emilia, will host Synecdoche Vedute by the artist Flavio de Marco. The exhibition revisits – hence the synecdoche of the title – the

Special event

Ambassadors of Flavour Project from Sicily at our Bar-Ristorante

Monday, September 12, 2011 - Friday, September 30, 2011

Ambassadors of Flavour Project from Sicily at our Bar-Ristorante

The Italian Cultural Institute launched the "Ambassadors of Flavour Project" in November 2010 in an effort to familiarize people with the richness and diversity of Italian culinary tradition. Good food is certainly one of the things Italy is most famous

Music

Thursday, September 15, 2011

Synesthesia

On 15 September 2011 exhibition visitors will be invited to experience Synesthesia, with the renowned storyteller Paolo Nori offering the audience his views of the city in spoken form and Teho Teardo on the guitar and electronics, accompanied by Martina

Cinema

THE WHITE SPACE (in Italian with English subtitles)

Saturday, September 17, 2011

THE WHITE SPACE (in Italian with English subtitles)

cast: Margherita Buy, Antonia Truppo, Gaetano Bruno, Giovanni Ludeno, Guido Caprino, Maria Paiato, Salvatore Cantalupo, Vincenzo Pacilli ; Maria is waiting for a little girl; she is no longer pregnant but is waiting anyway. She is waiting for her daughter

Cinema

GIULIA DOES’NT DATE AT NIGHT (in Italian with English subtitles)

Sunday, September 18, 2011

GIULIA DOES’NT DATE AT NIGHT (in Italian with English subtitles)

cast: Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Sonia Bergamasco, Antonia Liskova, Piera Degli Esposti, Jacopo Domenicucci, Jacopo Bicocchi, Sara Tosti, Chiara Nicola, Fabio Camilli, Paolo Sassanelli, Lidia Vitale; country: Italy; year: 2009; film run: 105'

Cinema

Conference on Italian Cinema and the 150th Anniversary of the Unification of Italy

Monday, September 19, 2011 - Tuesday, September 20, 2011

Conference on Italian Cinema and the 150th Anniversary of the Unification of Italy

Conference on Italian Cinema and the 150th Anniversary of the Unification of Italy. Includes appearances by renowned actor Fabrizio Gifuni and Massimo Troisi’s scriptwriter Anna Pavignano, as well as multiple contributions by experts from the University

Theatre

NAPOLI

Wednesday, September 21, 2011

NAPOLI

We invite you to celebrate the launch of NAPOLI - a chance to meet the team behind the project, be entertained by the cast and hear live music composed for the show by award-winning Cellorhythmics. A Q&A session will follow. 6:30pm Drinks 7:00pm

Music

Giuseppe Fricelli Piano Recital

Saturday, September 24, 2011

Giuseppe Fricelli Piano Recital

Giuseppe Fricelli is a professor of piano at the "Conservatorio Luigi Cherubini" in Florence Over the years he has been invited to hold concerts in various music festivals and concert seasons worldwide as soloist and with chamber music groups He is coming

Cinema

COSMONAUT (in Italian with English subtitles)

Sunday, September 25, 2011

COSMONAUT (in Italian with English subtitles)

cast: Claudia Pandolfi, Sergio Rubini, Pietro Del Giudice, Miriana Raschillà, Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando, Valentino Campitelli, Michelangelo Ciminale country: Italy; year: 2008; film run: 85' In the early sixties Arturo and Luciana, brother

Literature

Margaret Mazzantini In Conversation with Beatrice Hodgkin to present TWICE BORN (venuto al Mondo)

Monday, September 26, 2011

Margaret Mazzantini In Conversation with Beatrice Hodgkin to present TWICE BORN (venuto al Mondo)

Winner of Italy’s Campiello Prize for Fiction,Twice Born is Margaret Mazzantini’s international breakout novel.‘Enthralling, compelling and gripping’ Mail on Sunday ‘Unfolds with the whispered, urgent secrecy of a confessional…tense, taut and very graphic’

Literature

Helen Constantine in Conversation with Hugh Shankland will be introducing their new book Rome Tales

Monday, October 03, 2011

Helen Constantine in Conversation with Hugh Shankland will be introducing their new book Rome Tales

These twenty tales offer the delight of exploring one of the world's most enchanting cities through a wide variety of individual lives and epochs Presenting a vivid mosaic of dramatic, comic, and tragic stories, all set in the Eternal City, these twenty

Literature

ROBIN SAIKIA  IN CONVERSATION WITH JEFF COTTON to present THE VENICE LIDO by R. Saikia

Monday, October 10, 2011

ROBIN SAIKIA IN CONVERSATION WITH JEFF COTTON to present THE VENICE LIDO by R. Saikia

"I have enjoyed it hugely - and it has taught me lots that I didn't know" John Julius Norwich "Smashing. . . so well brought off I expected sand to sift from its pages while I was reading" Guardian“Warmth, charm and eccentric scholarship” Spectator “

Cinema

55th BFI London Film Festival

Wednesday, October 12, 2011 - Thursday, October 27, 2011

55th BFI London Film Festival

The programme for the 55th BFI London Film Festival in partnership with American Express celebrates the imagination and excellence of international filmmaking from both established and emerging talent. Over 16 days the Festival will screen a total of

Music

Concert: Marco Mina’ Solo Guitar

Saturday, October 22, 2011

Concert: Marco Mina’ Solo Guitar

Marco Minà was born in Latina, Italy, where he started to study guitar from an early age. He completed his musical studies in Milan at the “G. Verdi” Conservatory of Music in Milan where he graduated with the best marks under the direction of Professor

Special event

‘Britain, Ireland and the Italian Risorgimento’

Friday, October 28, 2011

‘Britain, Ireland and the Italian Risorgimento’

To mark the 150th anniversary of Italian unification, the Italian Cultural Institute in London, in conjunction with the University of Wales, Newport, and the Association for the Study of Modern Italy, will host a one-day conference on the theme of ‘Britain,


mercoledì 27 luglio 2011

Writer Sarah Thornton wins £65,000 damages over review


An author has won £65,000 in libel damages over a "spiteful" book review that was written by a journalist for a broadsheet newspaper. Sarah Thornton took legal action over Lynn Barber's 2008 review of her book Seven Days in the Art World. Ruling in London's High Court, Mr Justice Tugendhat said the Daily Telegraph review was "spiteful" and contained serious factual errors. The newspaper said it would appeal "at the earliest opportunity". Ms Thornton's libel complaint related to Ms Barber's allegation that she had not been interviewed by the author for the book, despite being quoted in it. However, the court found the claim to be false and also rejected Ms Barber's claim that Ms Thornton granted interviewees copy approval for their contributions to the book. The Telegraph Media Group must pay Ms Thornton £50,000 in relation to the libel, and £15,000 for malicious falsehood concerning the claim of copy approval, as well her legal fees. Speaking afterwards Ms Thornton said: "This case, at its heart, is about journalistic integrity. At a time when the ethics of the tabloids are under scrutiny, here is an example of a 'quality' journalist's abuse of power."

giovedì 16 settembre 2010

Falling in love costs friends


A study, made by the Oxford University and presented to the British Science Festival at Aston University, says that falling in love comes at the cost of losing at least two close friends. This happens because a passionate new relationship can leave you little time for others.
The researchers, after asked people about their inner core of friendships, found the core, which numbers about five people, dropped by two as a new lover came to dominate daily life.
"People who are in romantic relationships - instead of having the typical five [individuals] on average, they only have three in that circle," explained Robin Dunbar, a professor of evolutionary anthropology at Oxford.
In our life we have different kind of friends: there are people who we see at least once a week; people we go to at moments of crisis, people we see about once a month - the "sympathy group". They are all the people who, if they died tomorrow, we would miss and be upset about. The result of the research confirms that the intimacy of a relationship - your emotional engagement with it - correlates very tightly with the frequency of your interactions with those individuals.
If we don't see people, the emotional engagement starts to drop off, and quickly because our attention is so wholly focussed on your romantic partner that you just don't get to see the other folks you have a lot to do with, and therefore some of those relationships just start to deteriorate.

venerdì 9 aprile 2010

EDWARD ROBERTS: Muore l'inventore del PC


Muore all’età di 68 anni, in un’ospedale della Georgia (Usa) Edward Roberts, l'uomo che aveva creato a metà degli anni 70, l’Altair 8800, il primo modello ingombrante di pc che nei decenni successivi avrebbe letteralmente sconvolto la vita di tutti noi tramite le sue funzioni e che oggi, praticamente, non possiamo più vivere senza. Anche il patron di Microsoft, Bill Gates, ha reso omaggio all’ingegniere ricordando che è stato proprio Roberts ad inventare il pc vero e proprio, ammettendo che è stata proprio grazie ad un’immagine dell’Altair 8800 che gli è venuta l’ispirazione per creare il primo modello di Microsoft Basic, softaware grazie al quale lo avrebbe reso miliardario negli anni a venire.
Il destino economico di Roberts al contrario, non ha seguito le orme di quello di Gates, infatti l’inventore americano nel 1977 ha venduto la compagnia di computer desideroso di uscire fuori dal mondo dell’informatica investendo i ricavi nell’agricoltura, che sfortunatamente non si è mostrata scelta azzeccata.
Edward Roberts è nato nel settembre 1941 a Miami, ed aveva cominciato i suoi studi in medicina prima di spostarsi all’ingegneria elettronica. Lavorando a contatto con gli ingrombanti elaborati IBM che all’epoca erano grandi come armadi, dentro la mente di Roberts si concepì la voglia che un giorno si sarebbe potuto dare un computer ad ogni persona, cominciando a lavorare su un perosnale progetto che sarebbe sfociato appunto nella nascita dell’Altair 8800 nel 1975, considerato il primo modello di personal computer.

lunedì 8 marzo 2010

THE HURT LOCKER & KATHRYN BIGELOW trionfano agli Oscar


È "The Hurt Locker" di Kathryn Bigelow il miglior film dell'anno 2010. Un'edizione, questa, che passa alla storia anche per la prima statuetta per la miglior regia vinta da una donna, proprio l'8 Marzo, festa della donna. Al momento di ritirare le statuette, la regista cinquattottenne, le dedica a "tutti gli uomini e le donne che portano un'uniforme in ogni parte del mondo". La pellicola che ha diretto, ambientata in Iraq, infatti racconta di come l'adrenalina della guerra impedisca ai soldati di tornare a una vita normale.
Due le statuette portate a casa da talenti del nostro Paese, anche se cresciuti negli Usa. Una se la aggiudica il calabrese Mauro Fiore, miglior fotografia per "Avatar". L'altra l'italoamericano (nato nel New Jersey, ma con cittadinanza italiana) Michael Giacchino, miglior colonna sonora per "Up".

Ma ecco la lista completa dei vincitori degli 82mi Academy Awards:
MIGLIOR FILM : The hurt locker
MIGLIOR REGIA : Kathryn Bigelow per The hurt locker
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA : Jeff Bridges per Crazy heart
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA : Sandra Bullock per The blind side
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA : Christoph Waltz per Bastardi senza gloria
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA : Mo'Nique per Precious
MIGLIOR FILM STRANIERO : El secreto de sus ojos di Juan José Campanella (Argentina)
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE : Up
MIGLIOR FOTOGRAFIA : Mauro Fiore per Avatar
MIGLIOR SCENOGRAFIA : Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar
MIGLIORI COSTUMI : Sandy Powell per The young Victoria
MIGLIOR DOCUMENTARIO : "The Cove" di Louie Psihoyos
MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTO : "Music by Prudence" di Roger Ross Williams
MIGLIOR MONTAGGIO : Bob Murawski e Chris Innis per The hurt locker
MIGLIOR TRUCCO : Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek
MIGLIOR COLONNA SONORA : Michael Giacchino per Up
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE : "The Weary Kind" di T-Bone Burnett e Ryan Bingham per Crazy Heart
MIGLIOR CORTO ANIMATO : "Logorama" di Nicolas Schmerkin
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'AZIONE : "The New Tenants" di Joachim Back.
MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO : Paul N.J. Ottosson per The hurt locker
MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO : Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The hurt locker
MIGLIOR EFFETTI SPECIALI : Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones per Avatar
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE : Geoffrey Fletcher per Precious (tratta da Push di Sapphire)
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE : Mark Boal per The hurt locker

venerdì 19 febbraio 2010

Ancora mistero sulla morte di René Descartes


Il filosofo francese René Descartes non sarebbe morto a causa di una malattia, ma sarebbe stato assassinato. È questa la teroria esposta dall’universitario tedesco Theodor Ebert all’interno della sua opera Der rätselhafte Tod des René Descartes (La morte misteriosa di René Descartes, libro purtroppo non ancora tradotto in altre lingue). Officialmente, Descartes sarebbe morto a causa di una polmonite, quando fu invitato nel 1650 a Stoccolma, dalla regina di Svezia, perché tutte le mattine, attorno le cinque, doveva seguire le lezioni tenute dalla regina in una stanza glaciale e senza alcun riscaldamento.
Mais pe Ebert, la verità è totalmente diversa. Il filosofo sarebbe stato avvelenato da un prete cattolico tramite un’ostia contenente una dose mortale di arsenico. Per spiegare la sua teoria, il ricercatore tedesco, ha spulciato gli archivi dell’epoca ricercando informazioni sugli ultimi giorni del filosofo in esilio in Svezia. La sua conclusione non ammette repliche: vertigini, mal di stomaco, vomito, tracce di sangue nelle urine. Non si trattava per niente di sintomi di una polmonite, ma di un avvelenamento.
Come mai dunque François Viogué, (missionario apostolico per i paesi del nord) avrebbe voluto la morte del filosofo? La risposta è tutta nelle ragioni religiose. Infatti, nel 1648, informa i suoi superiori del Vaticano che la regina Cristina di Svezia, protestante, sarebbe suscettibile alla conversione al cattolicesimo. Ebbene, Ebert spiega che le idee di Descartes non si accordavano totalmente coi dogmi cattolici soprattutto quando uno dei principi fondamentali afferma che il corpo di Cristo si troverebbe realmente nelle ostie consumate dai fedeli durante la comunione, principio assolutamente incompatibe con le idee del filosofo. Il missionario avrebbe dunque visto in Descartes un ostacolo alla conversione della regina verso il cattolicesimo, decidendo quindi di assassinarlo tramite appunto un’ostia consacrata, il 2 febbraio del 1650. Nel 1654, la regina Cristina di Svezia abbandona la Corona e si converte al cattolicesimo.
Ebert illustra la sua documentazione di estratti della corrispondenza tra la regina di Svezia e l’ambasciatore di Francia a Stoccolma perché secondo lui è chiaro che hanno cercato di interrare l’affare. In un’intervista alla rivista Books, spiega anche che Descartes si era fatto prescrivere una medicina contro il continuo vomitare, significato del fatto che fosse cosciente che l’avevano avvelenato. Prova supplementare: Viogué avrebbe rifiutato l’estrema unzione a Descartes, poco prima della sua morte.
La teoria di Ebert, giudicata credibile da diversi ricercatori tedeschi, sarebbe invece stata snobbata dagli studiosi francesi di filosofia, che affermano che le speculazioni sulla morte del filosofo non sono nuove e questa medesima teoria sarebbe già stata evocata all’indomani della morte del filosofo. Di fatto, il mistero continua...

domenica 31 gennaio 2010

Scompare l’autore de “Il giovane Holden”


Nato l’1 Gennaio del 1919 a New York da una famiglia agiata, Jerome David Salinger comincia a scrivere a 15 anni, età in cui entra al collegio militare della Pennsylvania, e nel contempo la scoperta di autori come Hemingway e Fitzgerald fortificano la sua vocazione. Dotato di una certa “ingenuità” intuitiva, lo scrittore americano riusciva ad evocare nelle sue opere l’innocenza disillusa dell’adolescenza, illustrata egregiamente negli eroi de “Il giovane Holden” (romanzo di formazione uscito nel 1951, che ha profondamente segnato la letteratura americana del ventesimo secolo) e soprattutto in Holden Caulfield, alunno bocciato dalla sua prestigiosa scuola che decide di trascorrere tre giorni a New York prima di tornare a casa e rendere conto della sua bocciatura ai suoi genitori, scoprendo un mondo artificiale e alquanto convenzionale, quello degli adulti, e completamente differente da quello che da sempre l’aveva accerchiato, facendo nascere in lui un certo disgusto. Il romanzo, tuttora popolarissimo e considerato una perfetta descrizione dell’angoscia adolescenziale, fu tuttavia vietato dalla censura in alcuni paesi e scuole statunitensi a causa del suo linguaggio volgare, di alcune scene scabrose ma anche per alcuni delicati temi, come quello della religione, trattati con troppa disinvoltura dall’autore e che alcuni critici designarono come un “brutto” esempio per gli adolescenti americani (Salinger fu un entusiasta seguace del Buddhismo Zen).
A differenza di molti autori, alla perenne ricerca della fama e dopo averla raggiunta, la sfruttano per una vita frenetica e sempre ai limiti del collasso, Salinger si è sempre preoccupato di scomparire, di non lasciare traccia alcuna della sua presenza terrena a parte alcuni suoi capolavori: sarà forse a causa della sua voglia di smascherare la verità della società americana, consumista e attaccata ai beni materiali, alla sua voglia di gridare al mondo che il mito dell’uomo adulto in America è solo falso. Il celebre autore, malgrado l’enorme successo de “Il giovane Holden” (titolo originale: The Catcher in the Rye) viveva recluso e non aveva accordato nessuna intervista con i media dal 1974 e non pubblicando più nulla dal 1965, anno in cui apparve sul “New Yorker” un ultimo racconto, e vivendo isolato a Cornish, minuscolo paesotto del New Hampshire.
Ecco che il suo ultimo silenzio viene rappresentato come un’ultima scrittura, un’opera ultima di uno scrittore di un mondo post-eroico, post-umano. J.D. Salinger è morto il
27 gennaio 2010 per cause naturali.

domenica 6 dicembre 2009

Un nuovo portale per pensare e far pensare i giovani


In un millennio come il nostro, dominato da internet, dalla televisione, da status symbol che dettano leggi e moda, un millennio dove comunicare sta diventando l’unica e vera necessità e dove gli adolescenti sono sempre alla perenne e frenetica ricerca di emozioni sempre più forti, nasce un sito che ha la voglia e basa la sua mission, sull’idea di creare una sorta di punto di riferimento per i ragazzi dei nostri giorni che si trovano con sempre meno validi e affidabili punti di appoggio dove attingere per fermarsi e riflettere.
Questo sito si chiama «Cogito et volo» ed è il risultato di un connubio di forze di un gruppo di collaboratori, coordinati dall’ideatore Saverio Sgroi, sensibili ai delicati temi che gli adolescenti d’oggi affrontano a volte con troppa leggerezza. Infatti in questo portale, rivolto principalmente ai giovani ma aperto anche ai meno giovani, si potranno trovare principalmente articoli d’attualità che affrontano temi sensibili del nostro tempo come l’amicizia, l’amore, la scuola, la musica, la sessualità, l’alcol, ma anche recensioni di film e libri interessanti, che hanno l’obiettivo di pensare e far pensare i giovani lettori.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa, unita alla voglia dei collaboratori del sito di mettere i giovani al cospetto di situazioni delicate e complesse che vanno affrontate con il giusto piglio come la libertà, le speranze, il dolore e i sogni, codesti collaboratori si sono prefissati l’obiettivo di registrare il sito come testata giornalistica e perché no un giorno tentare l’avventura del magazine cartaceo da distribuire nei sensibili e strategici punti che accomunano i giovani nella provincia di Palermo. Altro sogno ambizioso sarebbe l’espansione fuori provincia e la distribuzione a livello nazionale nelle biblioteche e nelle maggiori scuole. Obiettivi questi, ideati appositamente per rendere questo portale un punto d’incontro e di riferimento per i nostri giovani...

Per registrarsi al sito basta andare su www.cogitoetvolo.it e seguire le istruzioni.

mercoledì 2 dicembre 2009

Italiani e posta elettronica



Il tempo che in media noi italiani trascorriamo davanti le nostre poste eletroniche per rispondere ai messaggi, ammonta a circa sette giorni all’anno, ovvero circa 180 ore della nostra vita. A rivelare questo dato è una ricerca dell’azienda finlandese Nokia, che rivela che il 56% degli italiani trascorre più di mezz’ora al giorno a leggere e successivamente rispondere ai messaggi di posta elettronica, e che questo dato aumenta di anno in anno e di certo non sembra avere intenzione di arrestarsi.

La e-mail in Italia sta diventando oramai il mezzo di comunicazione più utilizzato, difatti hst scanzando l’utilizzo del “vecchio” telefonino e degli antiquati sms. Ogni italiano riceve in media ogni giorno circa venti mail, che riguardano questioni di lavoro principalmente ma anche di rapporti interpersonali e sociali e per gli acquisti on line che si moltiplicano senza sosta.

È evidente che non solo in Italia, ma in tutto il mondo, il web ha praticamente stravolto il nostro modo di comunicare, e incosciamente sta sconvolgendo anche il nostro modo di pensare e di rapportarci agli altri. Un particolare sguardo è da riservare alle questioni interpersonali, infatti tramite web è più facile comunicare per gestire rapporti d’amore e di amicizia, rendendo nel contempo codeste relazioni più distaccate e finte. Dove si andrà a finire di questo passo? La risposta a questa cruda domanda è da ricercare ognuno dentro di noi stessi: una società che non dice le cose “in faccia” è una società che ha paura, che ha timore delle “risposte” e delle relazioni, quindi una società che via via s’impoverisce e rende i caratteri della sua gente sempre più deboli e inaffidabili. Allora sarebbe meglio tentare di trovare un punto d’incontro che si adatti alle singole esigenze, per esempio rispondere sì alle mail per le questioni “ufficiali”, ma per quelle più private meglio recarsi davanti la porta di casa delle persone interessate e rapportarsi guardandosi negli occhi, alla vecchia maniera insomma...


martedì 30 giugno 2009

Abbonarsi a IL BANDOLO conviene per una buona salute culturale


Cari amici
Vorrei indicarvi un periodico di cultura, dove scrivo personalmente e costantemente, che porta avanti una mission interamente indirizzata verso la buona cultura. Il periodico, a cadenza bimestrale, si avvale della collaborazione di numerose personalità del variegato ambito culturale nazionale e viene distribuito in tutta Italia. E' stato fondato nel 1901 da Luigi Consiglio, nonno del presente ed omonimo editore e dopo una ripresa delle pubblicazione nel 1981 e una successiva interruzione 6 anni dopo, nel 2008 il Dr. Luigi GianfrancoConsiglio, già docente di Tecniche della Comunicazione e Scienze del Territorio, su sollecitazione di vecchi amici e lettori, riprende le pubblicazioni mantenendo inalterata la mission e avvalendosi della saggia collaborazione del Dr Pino Badalamenti, nel ruolo di DirettoreResponsabile.
Vi pregherei pertanto di abbonarvi poiché mi sembra giusto dare consenso alle sane iniziative, specialmente a quelle che sono autonome dalle derive "politiche".
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tel: 091 6259948 "

Spero leggerai "Il Bandolo" con assiduità
Buona lettura
Daniele D'Agostino

mercoledì 25 febbraio 2009

CANDIDO CANNAVO’: L’ULTIMO DEI NARRATORI di Salvatore Morelli

Domenica 22 febbraio passerà tristemente alla storia per la scomparsa di un grande uomo, giornalista e sportivo. Candido Cannavò, 78 anni dedicati alle sue grandi passioni, fino all’ultimo non si è staccato dalla sua amata Gazzetta, nella sala mensa del giornale il primo malore e dopo 4 giorni di sofferenza oggi ha deciso che per lui era il momento giusto di andar via. Ha scelto la domenica, il giorno dedicato ai grandi eventi sportivi quelli che lui riusciva a raccontare con la meraviglia dei suoi occhi, riusciva sempre a cogliere le emozioni più sottili, la parte umana delle imprese sportive. Chi scrive è un ragazzo di 27 anni che ha avuto l’onore di conoscerlo di persona nell’aprile del 2006; in quale occasione? Aveva organizzato nella sua Catania il ricordo di Angelo d’Arrigo a un mese dalla sua scomparsa. Ecco anche in quella sua occasione mostrò la sua profonda umanità che lo ha da sempre contraddistinto, fin da quando ragazzino di 19 anni iniziò a scrivere nelle pagine del “La Sicilia”. Lui nonostante il successo che giustamente ottenne, ben 19 anni di direzione del “La Gazzetta dello sport”, giornale che lui portò ad essere il più letto d’Europa, rimase sempre lo stesso. Molto legato alla sua famiglia, la moglie Franca, sempre al suo fianco e a cui và un sentito abbraccio di sostegno; sorrideva quando gli ricordavo che conobbe sua moglie ad AciTrezza paese della mia ragazza. Adorava i suoi 3 figli, mi unisco al loro immenso dolore. Il mio ricordo di Cannavò parte da molto lontano, lo seguo fin da quand’ero bambino. Per me lui è sempre stato il direttore della rosea e quando l’11 marzo 2002 lasciò il comando del giornale per me era già un giorno triste, ma fortunatamente rimase in redazione, riuscendo a non farmi sentire la sua mancanza. Lui per me è stato un maestro di Giornalismo, lui e Montanelli mi hanno fatto amare questa professione e da loro ho sempre cercato di cogliere quelle sfumature che li rendevano unici. Come dicevo ho avuto il piacere d’incontrarlo 2 anni e mezzo fa, l’ho intervistato perché stavo scrivendo la tesi, argomento le Olimpiadi, chi meglio di lui poteva aiutarmi. Per me era un sogno, il mio coraggio mi spinse a contattarlo e lui come una persona qualsiasi accettò entusiasta di essere intervistato da un ragazzino qualsiasi. Mi dedicò oltre un’ora del suo tempo. Più che un’intervista fu una lunga chiacchierata, la mia voce rotta dell’emozione e lui a parlare, a raccontarmi delle sue esperienze come si fa con un nipote, complimentandosi di tanto in tanto per la mia preparazione. Di lui mi colpì da subito quel mettersi allo stesso livello di chi aveva davanti, non si ergeva a superiore e riusciva a trovare tempo per tutti. Le sue parole hanno arricchito me e la mia tesi, poi diventata libro. Conserverò quel tempo trascorso con lui nel mio cuore. Oggi sono triste e quel che mi rende triste è sapere che non leggerò mai più le parole di Cannavò dopo i grandi eventi. Cosa sarà un’Olimpiade senza lui? Un giro d’Italia? Un mondiale? Un record? Dopo ogni evento mi chiedevo chissà cosa scriverà ora Cannavò, chissà cosa ne pensa. Sarà questo che mi mancherà più di ogni cosa. Domani comprerò la Gazzetta che andrà poi a impreziosire la mia lunga collezione, il giornale di domani è quello che non avrei mai voluto comprare, quello che non avrei mai voluto inserire nella mia collezione iniziata nel lontano 1994 con la morte di un altro grande, quella di Ayrton Senna. Senza nulla togliere all’attuale direttore Verdelli e la sua redazione, ma da domani le pagine della Gazzetta saranno molto più povere, meno rose. Il giornale non sarà più lo stesso…io continuerò a leggerlo perché so che da lassù lui come un faro indirizzerà tutti verso la giusta rotta. Oggi Catania, la Sicilia, l’Italia, il mondo dello sport, quello del giornalismo sono tutti più poveri, tutti un po’ orfani. Cannavò con se portava sempre e solo il distintivo dei 5 cerchi olimpici, portatrici di pace, lealtà, sportività e unione in giro per il mondo ed è questo che lui faceva con i suoi pezzi. Ecco lui scriveva articoli “Olimpici”, lui semplicemente narrava le sue emozioni. Non vedo altre persone in giro al suo livello. Direttore io la saluto, mi scuso se ho osato scrivere un suo ricordo dato che io sono nessuno…ma scrivere forse mi aiuta a superare il grande vuoto che ha lasciato. Di nuovo, con affetto, saluti mio caro Direttore.

venerdì 13 febbraio 2009

E poi si dice in giro che si legge poco......

Cari amici lettori, diversi giorni fa mi sono estasiato nel leggere un'articolo apparso su un portale siciliano d'informazione on line dove si diceva della denuncia di un uomo che aveva preso in prestito dei libri dalla biblioteca di Milano senza mai restituirli. Il fatto strano è che i libri sono tutti di un certo pregio e ammontano a circa 5000 volumi e che nel box dell'abitazione dell'uomo sono stati trovati altri 6000 voumi e se la matematica non è un'opinione il totale ammonta a 11000 volumi. A me la notizia ha suscitato interesse per l'accanito lettore e chiedo pubblicamente di conoscerlo, di vedere che faccia ha e se veramente la sua intenzione fosse legata esclusivamente alla lettura e ad un arricchimento culturale personale o se dietro c'era qualche traffico illecito. Spero col cuore alla prima ipotesi e che tutti i volumi vengano rimessi al loro posto d'origine, ovvero in biblioteca anche se mi chiedo come si fa a prelevare un numero così alto di libri da una biblioteca senza che nessuno se ne accorga.

venerdì 6 febbraio 2009

I sessant'anni di Tex Willer




Sono passati più di sessant’anni da quando, nel lontano 1948, dall’esperimento di Gian Luigi Bonelli e di Aurelio Galleppini, nasceva Tex Willer, il famoso ranger vestito con camicia gialla, jeans e stivali che andava a cavallo, insieme ai suoi tre fedeli pards a difendere le ingiustizie che subivano gli onesti cittandini delle sperdute praterie dell’america centroccidentale, destando particolar interesse alla protezione degli indiani nativi d’america che lo chiamavo “aquila della notte”, e porprio per questa sua devozione verso la protezione di questo popolo, Tex fu proclamato capo della tribù Navajo.
La nascita di Tex, rivoluziona in qualche modo l’immagine che si ha comunemente degli indiani nativi d’america, visti più che altro come selvaggi pronti a difendere col sangue i prorpi confini territoriali delle riserve che il governo americano aveva affidato loro dopo dure e lunghe battaglie. Con Tex queste tribù indiane appaiono come popoli ricchi di tradizioni e culture e quindi degni di assoluto rispetto da parte di tutti gli americani arrivati “dopo”.
Oggi Tex è uno dei fumetti più venduti in Italia, conta circa 576 albi normali, per tradizione tutti in bianco e nero a parte i numeri 100 e suoi multipli, e non sembra proprio che voglia andare in pensione. Inoltre particolare attenzione destano gli albi speciali, caratterizzati dalla presenza di materiale informativo sui territori dove si snodato le vicende e da formati extra e ben più ricchi di pagine rispetto ai formati tradizionali.
Il personaggio di Tex, affiancato dai fedelissimi Kit Carson, il figlio Kit Willer e l’amico indiano Tiger Jack, rappresenta il tipico eroe che non ama le ingiustizie e disposto a far tronfare la giustizia a costo di violare la legge. Il cowboy, abilissimo nei corpo a corpo, è anche dotato di una mira infallibile, di nervi saldi che gli permettono di mantenere lucidità ogni qualvolta si trovi in situazioni difficili come quando affronta i celebri nemici come Mefisto o suo figlio Yama.
Nel corso dei decenni, benché il personaggio non abbia subito grandi variazioni nella sua realizzazione grafica e della mission iniziale dei testi delle sue avventure, si sono susseguiti diversi disegnatori e narratori italiani e a volte anche stranieri, che hanno saputo sempre mantenere alto il livello di un fumetto che ha saputo conquistare milioni di lettori e collezionisti.

mercoledì 4 febbraio 2009

Zapping notturno


Troppe volte succede di rientrare la sera tardi ed accendere la televisione per pura meccanicità dei gesti e consolidata abitudine. Ogni volta si rimane estasiati, attratti e incollati davanti lo schermo, davanti bellissimi film d’autore che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale o di fronte a certe trasmissioni notevolmente interessanti che vengono trasmesse durante quelle proibitive fasce orarie in cui la maggior parte della popolazione riposa.
Si tratta di trasmissioni a carattere culturale, storico, artistico, documentari naturalisti o che trattano di professioni artigianali, le cui arti si tramandano di generazione in generazione come un bene prezioso da salvaguardare. Figure quali quelle dei liutai, degli accordatori di strumenti musicali, dei tessitori artigianali o dei restauratori di mobili, in genere di tutti quegli artigiani, immersi in un mondo e in un’epoca in cui l’industria e la catena di montaggio stanno ingoiando e sommergendo tali professioni fino a farle sparire quasi del tutto a causa della freneticità della nostra epoca dove vogliamo tutto e in breve tempo.
Si tratta di attività antichissime che richiedono passione e devozione, molto spesso misconosciute dai giovani, vittime di un generale disinteressamento della nostra società consumista e dominata sempre più da internet. La generazione odierna sta vivendo una fase di vera e propria alienazione e distaccamento dalla realtà del mondo professionale manuale e artistico di un tempo: tale allontanamento trova la propria causa negli svaghi e nell’utilizzo dei molteplici e moderni strumenti elettronici, quali cellulari, ipod, computer, che favoriscono l’accesso facile in mondo virtuale e poco pratico. Nella nostra attuale epoca dell’immediatezza e del virtuale, sempre alla continua ricerca di relazioni e rapporti con gli altri, la sola idea di trascorrere prezioso tempo nell’applicazione di un lavoro manuale e artistico, che magari preveda il restauto o la realizzazione di un oggetto con metodi anticissimi, diviene praticamente impensabile.
Ma se in televisione è possibile fruire di informazioni su queste antiche professioni tramite trasmissioni e documentari, perché mai ciò viene relegato a fasce orarie inaccessibili per la maggior parte della gente e dei giovani in particolar modo? L’attuale programmazione televisiva pomeridiana invece prevede spettacoli di tutt’altro genere, sicuramente poco educative e interessanti e di certo non dotate di alto spessore culturale, sociologico e artistico.
I potenti che monopolizzano il più diffuso mezzo di comunicazione di massa della nostra epoca, quale la televisione, dovrebbero assumersi molte più responsabilità morali nei confronti dell’utenza cittadina, che come ricorderemo, viene anche tassata, mediante un canone annuo, per usufruire di un servizio pubblico informativo. Nella selezione degli argomenti e dei temi di tale informazione occorrerebbe prestare meno attenzione ai risvolti economici e ai tornaconti finanziari, per poter invece concentrare l’interesse verso le implicazioni sociali ed economico-politiche del trasmettere taluni programmi.
Presentare ad un pubblico vasto filmati su professioni alternative, oramai insolite e in via d’estinzione, potrebbe costituire uno stimolo nuovo per i giovani e forse favorire la nascita di una nuova tendenza professionale, nuova ed antica al tempo stesso, che riesca ad alleviare in qualche modo la regnante ideologia consumista. Perché rispolverare i tesori del passato spesso consente uno sviluppo e una crescita più sana per il futuro e certamente aiuterebbe il mondo dei giovani a distrarsi dai valori superficiali e futili dell’apparenza per godere di arricchimento e scoperta in termini di capacità e conoscenza
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